I GIARDINI DI MARZO
AUTORE: testo di Giulio Rapetti (Mogol) e intepretato da Lucio Battisti
PUBBLICAZIONE: 24 arile 1972
GENERE: Pop
ETICHETTA: Numero Uno
PRODUTTORE: Lucio Battisti
DURATA: 9:26
Lucio Battisti è stato un musicista e cantante italiano, nato a Poggio Bustone il 5 marzo 1943 e ci ha lasciato a Milano il 9 settembre 1998.
E’ considerato uno dei massimi autori ed interpreti nella storia della musica leggera italiana.
I giardini di marzo/Comunque bella è il 15º singolo di Lucio Battisti, pubblicato il 24 aprile 1972, per la casa discografica Numero Uno. Fu il 4° singolo più venduto in Italia nel 1972 e nella Hit Parade italiana, rimase primo in classifica per 7 settimane.
In occasione della rinascita dell’Etichetta Numero Uno il 12 Marzo 2021, Sony Music ristampa alcuni titoli “SI Viaggiare… 1972/1977” con vinile “blu” in edizione limitata in cui sarà presente anche I Giardini di Marzo.
TESTO DEL BRANO
Al ventuno del mese i nostri soldi erano già finiti
Io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi vestiti
Il piu’ bello era nero coi fiori non ancora appassiti
Io restavo a guardarli cercando il coraggio per imitarli
Poi, sconfitto, tornavo a giocar con la mente i suoi tarli
E alla sera al telefono tu mi chiedevi perché non parli (mm, mm)
Questo è il tempo di vivere con te
Le mie mani come vedi non tremano più
E ho nell’anima
In fondo all’anima cieli immensi
E immenso amore
E poi ancora, ancora amore, amor per te
Fiumi azzurri e colline e praterie
Dove corrono dolcissime le mie malinconie
L’universo trova spazio dentro me
Ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è
E le giovani donne in quei mesi vivono nuovi amori
Camminavi al mio fianco e ad un tratto dicesti “Tu muori”
“Se mi aiuti, son certa che io ne verrò fuori”
Ma non una parola chiarì i miei pensieri
Continuai a camminare lasciandoti attrice di ieri (mm)
Questo è il tempo di vivere con te
Le mie mani come vedi non tremano più
E ho nell’anima
In fondo all’anima cieli immensi
E immenso amore
E poi ancora, ancora amore, amor per te
Fiumi azzurri e colline e praterie
Dove corrono dolcissime le mie malinconie
L’universo trova spazio dentro me
Ma il coraggio di vivere quello ancora non c’è





