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Il Floppy Disk 5¼

Floppy Disk da 5,25Avete mai sentito parlare di memoria di massa in ambito informatico?
Si tratta di una memoria che raccoglie grandi quantità di dati (rapportati al periodo storico trattato) in modo permanente e non si cancellano, se non per scelta dell’utente.

Oggi una memoria di massa di grande capienza, possiamo anche metterla in un taschino, ad esempio una USB o una SD Card, un Hard Disk portatile o una SSD (Solid State Drive).

Negli anni 70/80, i dati erano immagazzinati nei mini Floppy Disk proteggendoli in  scatole in cartone o plastica.

La storia

I primi floppy disk, vennero sviluppati alla fine degli anni ’60, ed avevano un diametro di 8 pollici (203,2 mm) e sarebbe stato molto complicato metterli tra le pagine di un libro, divennero disponibili in commercio nel 1971 prodotti da IBM.

Nel 1976, la Shugart Associates ha introdotto l’FDD (floppy disk drive) da 5¼ pollici. L’idea di ridurre la dimensione del floppy disk si accese durante un incontro tra Jim Adkisson, della Shugart Associates, e An Wang dei Wang Laboratories.

Adkinsson domandò a Wang, quale secondo lui poteva essere la dimensione appropriata per un floppy e Wang gli indicò la dimensione di un tovagliolo sul tavolo, misurandolo, riportava le dimensioni di 5¼ pollici (13 cm).
Così la Shugart Associates, ha sviluppato un disk drive che potesse contenere floppy di quelle dimensioni con una capacità di 110 KB.

Il formato da 5¼ sostituì il formato da 8 pollici e il floppy disk venne rinominato mini floppy disk.

Come è fatto floppy da 5¼?

Floppy Disk da 5,25Il mini Floppy disk, è composto da un disco flessibile molto sottile, che consente l’archiviazione di dati sul supporto magnetico.

La superficie del disco da 5¼ non va assolutamente toccata in quanto le impronte digitali potrebbero danneggiare il mini floppy o sporcare la testina dell’unità disco una volta messo in uso in un FDD.

Il supporto è contenuto in una copertura di plastica quadrata che ha un grande foro centrale, per consentire al supporto magnetico di ruotare il disco.

All’interno della copertina in plastica, ci sono due strati di tessuto che proteggono il supporto magnetico.

Il tessuto è progettato per ridurre l’attrito tra il supporto e il rivestimento esterno, catturare le particelle di detriti abrasi dal disco per evitare che si accumulino sulle testine.

Floppy Disk da 5,25Una piccola tacca sul lato del disco da 5¼ pollici, identifica che questo è scrivibile e viene rilevato da un interruttore meccanico o fototransistor;

Successivamente sono stati messi in commercio dispositivi di perforazione, per convertire i dischi di sola lettura in scrivibili e consentire la scrittura sul lato inutilizzato dei dischi a lato singolo;

Le capacità del formato da 5¼ sono state:

160Kb Singola faccia, densità singola capacità formattata
360 KB, Doppia faccia, doppia densità capacità formattata (Double-Sided Double-Density (DSDD)

Nel 1984, IBM ha introdotto con il suo modello PC-AT il floppy disk da 5¼ pollici a doppia faccia da 1,2 MB
Infine doppia faccia, densità estesa capacità formattata 2400 kb.

Per gran parte degli anni ’70 e ’80 il mini floppy disk è stato il principale dispositivo di memorizzazione (insieme alle musicassette) dei microcomputer largamente sfruttato anche per la diffusione dei videogames di Personal Computer Atari, Apple, Commodore, Sinclair.

Walkman

Walkman Sony TPS-L2

Il Walkman era un lettore di musicassette portatile che permetteva alle persone di ascoltare la musica in movimento.

La Storia

Il primo esemplare è stato venduto il 1º luglio del 1979 in Giappone, i loro inventori furono Akio Morita, Masaru Ibuka e Kozo Ōsone, e venne prodotto dalla Sony dal 1978 fino al 2010.

Il primo modello prodotto da Sony è stato il modello TPS-L2 aveva un prezzo lancio di circa 150$ e nasceva come un registratore portatile dedicato al mondo del business, ma ben presto, sostituì la capacità di registrare con quella di riprodurre musica stereo con la possibilità di collegare delle cuffie per poterla ascoltare in solitaria, una vera e propria novità.

Il Walkman è divenuto un’icona nella cultura degli anni ’80 e nel 1986, la parola “Walkman” entrò a far parte dell’Oxford English Dictionary.

Walkman Sony TPS-L2Milioni di persone iniziarono ad utilizzare il Walkman durante gli esercizi in palestra, lavori di aerobica o nella corsa, cosicché tra gli anni 80 e 90 si stima che avvicinò all’attività sportiva circa il 30% in più di persone.

Grazie anche ad altre aziende, che producevano prodotti simili, nel 1983 le musicassette superarono per la prima volta la produzione di musica su vinile.

 

La Musicassetta

Lou Ottens inventore della musicassetta

La musicassetta, anche conosciuta come audiocassetta o nastro, è un dispositivo di memoria, che consente la memorizzazione di dati e informazioni su nastro magnetico.

Inventata nel 1962 e brevettata nel 1963 da Lodewijk Frederik (Lou) Ottens (Bellingwolde , 21 giugno 1926 – Duizel , 6 marzo 2021) ingegnere, inventore e manager olandese che lavorò alla Philips per tutta la sua carriera..

La Storia

Quando Ottens divenne capo reparto ad Hassel, sviluppò la prima cassetta compatta composta da due bobine di nastro magnetico prodotto dalla BASF, racchiuse in un contenitore di materiale plastico.

Il nastro, poteva essere utilizzato in ambo iLou Ottens inventore della musicassetta lati ( lato “A” e lato “B”) per registrare o riprodurre materiale sonoro.

Per ascoltarlo, era necessario un riproduttore o lettore di cassette, (mangianastri, mangiacassette) o radio registratore, divenuto un walkman negli anni 80/90.

Dopo qualche anno venne sviluppato un sistema che consentì alla testina di ruotare così da poter alternativamente leggere i lati della musicassetta senza più doverla girare fisicamente.

L’audiocassetta, ebbe grande diffusione negli anni settanta, ottanta e novanta, poi iniziò il suo declino con l’avvento dei CD.

 

Lou Ottens inventore della musicassetta

La durata di riproduzione:

C46 23 minuti per lato
C60 30 minuti per lato
C90 45 minuti per lato
C120 60 minuti per lato

I modelli prodotti furono di TIPO:

I – ossido di ferro (tipo I – Fe2O3)
II – biossido di cromo (tipo II – CrO2)
III – ferrocromo (tipo III – FeCr)
IV – ferro puro (tipo IV – Fe)

Ricordate l’abbinata musicassetta penna biro? Guai dimenticare a casa la penna, soprattutto durante un viaggio, tutti la usammo almeno una volta, per riavvolgere il nastro fuoriuscito dalle guide 🙂

Radio Tanga FM

Radio Tanga FM marca Voxon è un radio a transistor che poteva essere inserita nel vano dell’autoradio ed essere ascoltata con le casse della macchina, oppure in un mini docking station per essere ascoltata con le cuffie a casa.

Il Radio Tanga FM è compatto e con le linee arrotondate classiche dei prodotti anni sessanta settanta , venne prodotta in vari colori tra i quali, rosso, verde o giallo.

Le dimensioni (LxAxP) erano di 70 x 40 x 25 mm!
Il funzionamento 12 Volt – 220 volt.

Se non ricordo male, mio cugino creò anche un impianto da sfruttare a casa, in cui poteva innestare la radiolina, ascoltandola con due casse stereo.

Quanti di voi la hanno posseduta o la ricordano? E’ stato tra i prodotti più venduti in Italia e ancor oggi presente, sulle aste eBay (dai 40€ ai 150€),

Voxson S.p.A. è stata un’azienda italiana produttrice di elettronica di consumo. La sede dello stabilimento era a Roma, nel quartiere Tor Cervara. Fondata nel 1951, inizialmente denominata FARET (Fabbrica Apparecchi Radio e Televisione S.p.A.) fino alla seconda metà degli anni settanta è stata fra le principali aziende a livello nazionale ed europeo del settore, cessò le attività nel 1987.

 

Mangiadischi Penny

mangiadischi Penny blu

Il mangiadischi Penny è stato prodotto agli inizi degli anni ’70, da un’azienda italiana la Musicalnastro a Paderno Dugnano.

Possiamo considerare il Penny, un prodotto precursore del lettore CD portatile grazie alla su cassa audio integrata ed al suo peso più che accettabile.

mangiadischi Penny rosso

Il design

Il mangiadischi Penny è compatto, elegante, con bordi stondati, ed è stato prodotto in molte colorazioni.

Era possibile farlo funzionare con due tipi di alimentazione, quella di rete tramite il cavo in dotazione oppure quella a batterie, sfruttando 4 mezze torce.

Nella parte frontale è presente la fessura per inserire il disco, il regolatore del volume, quello dei toni, il pulsante per espellere il disco ed una maniglia per il trasporto, la portabilità come accennavamo prima era solo agli inizi.

Il mangiadischi non era solo un’attrazione per i grandi ma anche per i più piccoli che lo usavano per ascoltare le canzoni per bambini, in quel periodo andavano di moda i 45 giri dello zecchino d’oro.

Il Penny, viene tutt’oggi ricercato come oggetto cult e di design.

 

Lava Lamp o Lampada Astro

La Lava Lamp o lampada Astro, è un oggetto di design creato nel 1963 da Edward Craven Walker fondatore dell’azienda inglese di lampade Mathmos. Il nome della lampada prende ispirazione dalla lava a corda che è formata da una lava molto fluida che, raffreddandosi, produce alla superficie una sottile pellicola, modellata in diverse forme dalla lava sottostante ancora fluida che ricorda quella delle forme di cera.

Le lampade Lava furono un successo negli anni sessanta e per diversi anni a seguire.

Come funziona

nella lampada in vetro vi dell’acqua e un composto di oli minerali, cera di paraffina e tetracloruro di carbonio. La cera, rispetto all’acqua, tende a disporsi in superficie ma, combinata al tetracloruro di carbonio (più pesante), permette al composto di rimanere in immersione.

La presenza di una lampadina (alogena o a incandescenza) inserita alla base della lampada riscalda i liquidi modificandone densità e consistenza; grazie alla capacità di espansione della cera il composto tende ad alleggerirsi e a divenire più fluido; questo nuovo stato innesca un movimento verso l’alto e il distacco di porzioni di cera.

 

Una volta giunto nella parte superiore del contenitore il composto si raffredda e la sua densità aumenta, il che causa di conseguenza una ricaduta verso il basso. Le frazioni di cera in caduta sul fondo vengono ricompattate grazie alla presenza di un cavetto metallico inserito alla base della lampada che rompe la tensione superficiale del composto.

Questo fenomeno circolare presenta delle similarità al processo conosciuto come instabilità di Rayleigh-Taylor.

Con una lampadina di 25-40 watt ci vogliono circa 45 – 60 minuti per innescare il tipico movimento della cera verso l’alto. I tempi sono molto più lunghi – anche 2-3 ore – se la lampada è lasciata per prolungati periodi in un ambiente a bassa temperatura. (fonte wikipedia)

La Lava Lamp dell’articolo è quella che accendo la sera quando voglio un atmosfera “vintage” nella mia sala, ma ne esistono molti modelli e di tantissimi colori.

 

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