
Clic-clac…..clic-clac…clic-clac..clic-clac se avete almeno 50 anni ricordate questo rumore insistente nei Bar, in spiaggia, agli angoli delle strade?
Negli anni 70 non erano disponibili l’enorme varietà di passatempo che esistono oggi, ai giovani basta uno smartphone per poter scegliere in quale gioco cimentarsi, oppure leggere delle notizie, guardare un film, o navigare all’infinito e il tempo passa altro che se passa.
Ma ai nostri tempi, non c’era questa informatizzazione e comodità, era tutto più meccanico e grazie a Dio il tempo passava molto più lentamente.
Veniamo a parlare del gioco, le palline clic-clac erano composte da una cordicella di pochi centimetri, con al centro un anello o, una linguetta di plastica, da tenere con pollice ed indice. Alle estremità della cordicella, due palline di plastica (piene) di una certa consistenza.
Il gioco iniziava facendo oscillare lentamente su e giù pollice ed indice e far battere fra loro le palline che si respingevano colpendosi.
Aumentando la frequenza e la velocità, le palline arrivavano ad effettuare un arco di 180° scontrandosi nel punto più basso ed in quello più alto. Era necessario mantenere una certa velocità e coordinazione, altrimenti il rischio era quello che una delle due palline ricadesse sulla mano creando un discreto dolore.
Più riuscivamo ad incrementare la velocità, più i colpi erano più forti e proporzionalmente aumentava anche il rumore e la pericolosità. Giocando a questo passatempo, qualora si fosse perso il controllo della cordicella che governava i movimenti delle due palline, queste ultime potevano trasformarsi in piccole bolas creando più di qualche danno ed a volte la necessità di ricorrere al pronto soccorso.
Per quanto questo gioco, venga ricordato con molta simpatia, non ebbe una grande fortuna se non agli inizi della sua messa sul mercato. Non ho notizie su quale sia stata la prima azienda a produrle ma se avete qualche informazione in più scrivetemi 🙂





