Anni 70, quando i Personal Computer non erano più per pochi ma divennero per tutti.
Inizialmente i prezzi erano proibitivi, grazie però alle numerose aziende USA Atari, Commodore Apple, che guerrigliano al ribasso, soprattutto negli USA, i computer iniziano ad essere più accessibili e a metà degli anni 70 anche grazie ai numerosi spot televisivi entrano prepotentemente tra le aspirazioni delle famiglie, iniziando a far parte della più grande e importante rivoluzione digitale mai esistita.
Per rendere accessibili alle famiglie, questi nuovi prodotti saranno prodotti con tastiera integrata ad un unico bloccoche conterrà la memoria fisica e le connettività necessarie (stampanti, joystick, modem) ad avere non solo un compagno di giochi ma anche un vero e proprio ufficio in casa. Non era più necessario il monitor che veniva sostituito dalla nostra TV a tubo catodico sintonizzando in Computer sul canale 04 o 36.
Saranno sviluppate le prime periferiche e i sistemi di archiviazione, contenuti estraibili le cartucce, la grafica pixellata entrerà nelle nostre case e all’imbrunire quando i bimbi finiranno di studiare riuniti con i genitori partiranno le prime sfide con i videogiochi pixellati che coloreranno le pareti delle nostre case
- Commodore PET (gennaio 1977), il primo home computer della storia;
- Apple II (giugno 1977), il primo personal computer di successo; il primo con grafica a colori e foglio di calcolo Visicalc;
- Radio Shack TRS-80 (agosto 1977), il primo home computer che si poteva acquistare per meno di 600 dollari;
- Atari 400/800 (1979), all’avanguardia per capacità grafiche, sonore e possibilità di espansione;




